L'informazione va costruita autonomamente. Non è vero che la verità non esiste, c'è e va cercata. Purtroppo ciò richiede un po' di lavoro in più rispetto ad accendere la TV od aprire un giornale e leggere le notizie pronte, ma inevitabilmente filtrate da qualcun altro per noi. [...] Noi abbiamo deciso di fermarci e riflettere; tutto ciò non si riduce ad una sterile critica della società che ci circonda, ma intende proporsi come strumento di rinnovamento. E' la conoscenza che deve promuovere un cambiamento, più o meno radicale che esso voglia essere. E la conoscenza non può dipendere solo da altri, non ci può essere proposta, preconfezionata e superficiale, come un dogma da accettare per fede, e non si può, in nessun modo, delegare ad altri. [...] Vi chiederete, perché questo titolo? “L'Isola di Krino” vuole essere.... [» continua »]



"Spalancate la porta a vetri, sentite il soffio dell'aria condizionata, mettetevi in fila, guardate i ragazzini che lavorano in cucina, i clienti seduti ai tavoli, le pubblicità dell'ultimo giocattolo,pensate da dove arriva il cibo, e come e dove è stato fatto, a cosa viene messo in moto da ogni singolo acquisto di fast food, e come l'effetto si propaga, pensateci. Poi ordinate. Oppure fate dietro-front e uscite. Non è troppo tardi. Persino in questa nazione fast food, potete ancora fare come vi pare"

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ISBN 88-7983-613-7
Editore: Net
Pubblicazione: 2004
Costo: € 8,80
Pagine: 384


ShaiKailash: ideatore del blog. Studente di Scienze Politiche all'università di Bologna. [»]
T3nd3rSurr3nd3r: co-ideatore. Studente di Scienze Politiche all'università di Napoli. [»]
Aerelin: collaboratrice e webmistress. Studente di Storia, Cultura e Civiltà Orientali all'università di Bologna. [»]
LuthienTinuvie: collaboratore. Studente di Scienze Geologiche all'università di Pisa [»]
FakePlasticTree: collaboratore. Studente di Psicologia1 all'università "La Sapienza" di Roma. [»]





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Napoli, festeggia per una nuova mentalità

La tragedia di Torino sembra aver portato alla luce un problema che esiste da decenni ma di cui gli italiani non erano informati a dovere: i morti sul lavoro, migliaia ogni anno.

Oggi è deceduto il settimo operaio ferito alla Thyssenkrupp. Il sindaco di Torino Sergio Chiamparino ha detto che "In segno di rispetto per il dolore della famiglia, degli amici, dei compagni di lavoro e della comunità cittadina, ho disposto l'annullamento dei festeggiamenti per la notte di S.Silvestro - il concerto in piazza Castello e lo spettacolo pirotecnico. Invito la nostra comunità cittadina ad una moderazione nei festeggiamenti privati per dare un segnale del grande dolore che questo mese di dicembre ci ha portato."[1]

Mi sembra una decisione di civiltà e di buonsenso, che condivido in pieno. La solidarietà si esprime anche attraverso decisioni come queste, che a qualcuno potrà sembrare eccessiva ma che almeno è concreta e con una certa valenza simbolica capace di attirare l'attenzione su un problema esistente.

A Napoli invece ci si prepara al capodanno contando altri morti, oltre a quelli sul lavoro: 115 morti ammazzati dalla mafia nel 2007, 18 faide aperte attualmente tra le varie cosche della città [2] e provincia che continueranno a fare morti non solo tra i membri della mafia, ma anche tra persone civili che si troveranno nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Non si possono inoltre dimenticare i problemi di vivibilità quotidiana di questa grande città, e il cronico permanere ormai da anni di una situazione intollerabile per quel che riguarda i rifiuti.

Insomma, una situazione non certo positiva, e che non presenta forti segni di cambiamento. Ma allora, che motivi ci sono per festeggiare in modo cosi plateale, quasi provocatorio, come solo Napoli sa fare?
L'immagine della città avvolta dalla nebbia dei fumi e dallo scintillio dei botti accompagna ogni anno le cronache televisive. I “botti”, che sono in altre città una tradizione marginale, a Napoli sono il simbolo stesso del capodanno, e ne evidenziano tutte le contraddizioni. La voglia di festeggiare, nonostante la situazione in cui si vive, forse riflette la mentalità dell'”arrangiarsi”, del tirare avanti, che da sempre accompagna gli abitanti di queste zone.

Un nuovo modo di pensare, che porti a responsabilizzarsi e ad organizzarsi collettivamente per affrontare i problemi, e non a festeggiare per scongiurarli aspettando l'intervento dall'alto che non verrà mai, forse è l'unica strada per risolvere i problemi: dalla corruzione, al clientelismo, alla camorra infiltrata in ogni ambito della società, fino al problema rifiuti.

Questo nuovo modo di pensare deve partire dalle istituzioni, dallo Stato, che deve riacquistare il significato perso in questi territori abbandonati. Stato come strumento della collettività per il benessere di tutti.
Se il sindaco di Napoli avesse seguito l'esempio di Torino, sarebbe stato un segnale forte e importante in questa direzione e forse avrebbe scosso un po' di coscienze. Si sarebbe dovuto presentare a fine anno per dire che “non possiamo festeggiare in un modo cosi ostentato e appariscente, mentre sulle nostre strade giacciono tonnellate di rifiuti che compromettono per sempre le nostre vite e la salubrità dell'ambiente. Napoli quest'anno deve festeggiare in silenzio e riflettere sul da farsi”.

Il festeggiamento può rimandare i problemi per un poco. Problemi che però torneranno il giorno dopo, più gravi che mai, e che bisogna affrontare e non evitare.
Il mio augurio è che nel prossimo anno la mentalità inizi a cambiare in questa direzione, e chissà che prima o poi non se ne vedranno anche i risultati.

P.S. Parlo e di Napoli e ne critico la mentalità essendo nato in questa provincia, e non da osservatore esterno.

Note

[1] http://www.comune.torino.it/torinoplus/italiano/news/Torinoplus-CapodannodelDesign.html
[2] http://www.internapoli.it/articolo.asp?id=10388

curato da ShaiKailash || commenti
redatto lunedì, 31 dicembre 2007 alle ore 18:30
argomenti trattati: riflessioni, opinioni, cronaca, società
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